SeeqPod, specializzato nella ricerca di brani in streaming e downloading, nonché nella creazione di playlist, si è appellato in tribunale all’articolo 11, che garantisce nella legislazione statunitense un periodo di protezione alle società che dichiarano bancarotta.
SeeqPod, di cui ho recensito l’applicazione per cellulari lanciata poco tempo fa, non offre servizi di hosting ma è tuttavia braccato dalle major per violazione del copyright, perché indicizza brani sia legali che illegali.
Il servizio aggrega 45 milioni di singoli utenti al mese e genera 120 milioni di ricerche musicali! La società aveva, nel frattempo, raccolto 7 milioni di dollari di finanziamenti dai venture capital (attualmente non noti) e cominciato a licenziare l’uso della piattaforma (che dichiarano essere conforme al Digital Millenium Copyright Act) per una tariffa di 5000 dollari.
Beh non c’è che dire è un bel passo indietro. Evidentemente doveva essere un’applicazione veramente apprezata e utilizzata per destare tutto quest’interesse delle major.
Fonte: Rockol

Post collegati:
- La Musica di SeeqPod in Streaming Sul Tuo Cellulare
- Pirateria Digitale: Il Download Non Mette in Crisi le Vendite Musicali
- Le Major Musicali Contro Internet ma la Rivoluzione Sta Per Arrivare
- Last.fm a Pagamento: La Web Radio Abbandona il Modello Free Streaming
- La Musica di YouTube Sul Tuo Desktop Con Muziic


Cosa ne pensi dell'articolo qui sopra? Lascia un commento!