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Il Vinile: Non Muore E Aumenta Le Sue Vendite.

Ormai il termine “post” lo si associa un po’ ovunque, e allora perchè non metterlo davanti al diffuso sentimento per le cose andate già? Avremo così..ecco a voi, i post-nostalgici. Del vinile in questo caso.

Il disco in vinile, all’inizio degli anni 80, fu sostituito con un’ operazione di marketing spietata e a tappeto, facendo posto al Compact Disc. In meno di un anno furono sostituiti tutti i supporti usati con i vinili (giradischi, fonovaligie) e la produzione di dischi in vinile venne arrestata immediatamente. In questo modo tutti i possessori di dischi si trovarono nella condizione di dover ricomprare i loro album nel formato corrente, così tanto promosso e sponsorizzato, a vantaggio delle casse delle varie etichette discografiche.

Il loro tentativo però non è andato a buon fine, per lo meno sul piano dell’estinzione dei dischi (per quanto riguarda quella economica andò a gonfie vele!). Infatti il buon vecchio vinile “is not dead”, come recitano molti slogan a favore. Alla faccia loro (come recito io).

Sono anni ormai che molti artisti, per non parlare delle etichette indipendenti stampano e ristampano i loro album, anche quelli passati, in vinile. Aziende di elettronica per componenti audio mettono sul mercato giradischi tecnologici e di design per gli appassionati.

Tutto questo per un motivo: le vendite di dischi sono una curva in salita nei bilanci discografici e, per un periodo, sono stati anche l’unica!! Per non parlare del formato da 7″ (usato per i singoli) la cui produzione è vastissima e dall’incredibile valore per i collezionisti. Nel 2007 si son venduti ben 997 mila pezzi in vinile, un 15,4% in più rispetto al 2006 quota pari allo 0,2% del mercato. Solo in Italia il fatturato del 2007 è ammontato a 150 mila euro pari a 10 mila pezzi venduti.

Tutto questo successo non può essere attribuito a disc jockey e collezionisti, il fenomeno è molto più ampio. Inarrestabile. E’ una reazione, giustificata, all’impalpabilità e impersonalità dei nuovi formati digitali, chiusi in un hard disck (nel caso degli Mp3) o dell’involuzione grafica e creativa nelle copertine dei CD (per non parlare di quelli digitali che non ne hanno). Quest’ultima vero fiore all’occhiello dei vinili che al loro interno avevano poster, adesivi e le loro copertine erano quadri da incorniciare..

Tutto questo excursus, sui vari formati, mi ha fatto aprire sopra la testa una nuvoletta fumettistica nella quale vedo in sequenza  i primi album avuti per ogni formato (Cassetta, CD, Vinile) ovviamente originali!. Per la tua e sopratutto mia gioia te li metto così di seguito, magari coglierai l’occasione per ricordare i tuoi.

Prima Cassetta: Insomniac- Green day (regalatami in seconda media)

Primo CD: Made In Heaven – Queen (1995)

Primo Vinile: Trust – Elvis Costello and The Attractions

E tu? Quali sono state le tue prime cassette o i tuoi primi vinili?

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  1. valentina on mercoledì 25, 2009

    PRIMA CASSETTA: pixies, surfer rosa 1986
    PRIMO VINILE: clash, give em’ enough rope 1988
    PRIMO CD (!!): elvis presley, loving you (regalo di natale 1991 forse)

  2. Giorgio on mercoledì 25, 2009

    Prima cassetta: 883, Nord Sud Ovest Est
    Primo Vinile: The Beatles, Abbey Road
    Primo CD: Eros Ramazzotti, Dove c’è musica

  3. Davide on mercoledì 25, 2009

    Prima cassetta: uhm..non ricordo, cassette originali mi sa che non ho mai comprate.

    Primo CD: Monkey’s Factory, un cd di un gruppo punk-rock di Acilia..

    Primo Vinile: The Wall dei Pink Floyd

  4. Paolo on mercoledì 25, 2009

    Ciao io ho 18 anni eppure:

    Prima Casetta – Aqua 1997-8
    Primo CD – Non ne ho mai comprati
    Primo Vinile – AC/DC Black Ice 2008

  5. Valerio Zamboni on mercoledì 25, 2009

    Interessante questo argomento sul Vinile, lo sto affrontando personalmente, proprio perché voglio pubblicare entro la fine del 2009 la mie canzoni sul Vinile.
    Trovo la pubblicazione dei CD sorpassata, proprio per il fatto che tutto ció che trovi sul CD, lo puoi scaricare direttamente da Internet.
    La realizzazione di un lavoro messo sul vinile, rimane per me un contatto sano fra l`artista e l`ascoltatore.Penso che non é mai esistito il “c`era una volta il Vinile”, abbiamo e stiamo ancora vivendo una fase di decadenza dei valori umani, si puó avere tutto, sempre e a poco costo, l`importante é averlo, questo é il successo degli mp3. Ricordiamoci peró, che quando si mette su un disco, lo si ascolta in un modo diverso, si guarda la copertina, si leggono i testi delle canzoni, si leggono i nomi dei musicisti che hanno suonato,forse anche nel CD, ma per me é tutta un`altra cosa.

  6. Riccardo Vanga on mercoledì 25, 2009

    Sono d’accordo. C’è da dire, però, che bisogna si, no far morire il vinile, ma anche dargli quelle caratteristiche che l’ hanno reso unico.
    Bisogna concepirli con l’idea creativa e artistica che si aveva prima, altrimenti tutti i soldi che spendo in più non sono giustificati. Mi spiego meglio: tutti i gruppi che ad oggi escono anche in LP lo fanno in maniera superficiale, tanto per far uscire un LP (che io mi compro ovviamente), ma non hanno e non ci mettono tutto quell’impegno e significato, lo fanno perchè è di tendenza. Non ho in mano pezzi unici per design e/o artisticamente pensati.
    Quindi -penso di concludere- mi auguro che lei sappia dare questa impronta alle sue creazioni, per dare a me la bellezza di un oggetto (e poi la sua musica) e, a se stesso, una possibilità in più per essere “artista” nel vero senso della parola.
    Buona fortuna